LA PSICHE E LA DIAGNOSI MEDICA (2/2)
Sommario
Gli animali sentono eventi ancora lontani nel tempo a un
livello pre-sensoriale, in un modo che risulta impossibile per
l'uomo. Più la forma di vita è elementare, più le sue capacità
innate (gli istinti), compresa la Rabdomanzia, sono
valide, integre e infallibili. La mente cosciente può acquisire queste
capacità solo con uno sforzo perseverante e non le potrà mai utilizzare
con la sicurezza propria degli animali (Ruth Borchard).
Noi abbiamo senz'altro un sesto senso, ma nessuno lo riconosce. I nostri sensi ufficiali
sono l'udito, la vista, il tatto, l'odorato ed il gusto. Ma il nostro sesto senso
manca persino di un nome. Eppure esiste (Paul Reboux).
Io credo che la rabdomanzia sia una un'abilità naturale
nell'uomo, che è sempre stata con lui dall'inizio. Nel corso dei
secoli egli usò questa abilità per cercare il cibo ed altre
cose di cui aveva bisogno. Questo includeva la comunicazione a
distanza con gli altri componenti della tribù. In questo
concetto di rabdomanzia comprendo molte delle abilità attribuite
a ciò che attualmente vengono definite "ESP".
Man mano che l'uomo si è sviluppato non ha più avuto bisogno
di questa abilità ed oggi essa è ampiamente atrofizzata in modo
più o meno notevole. Comunque, questa sensibilità naturale può
essere sviluppata di nuovo e riqualificata al fine di essere
usata per il benessere di noi stessi e dei nostri simili.
Io penso che la parte dell'essere umano che viene usata in
rabdomanzia sia la Mente. Concedetemi due parole per spiegare
questa parola, che intendo usare per definire qualcosa di
differente dal cervello.
Il cervello come noi sappiamo è il nostro computer che
addestriamo e informiamo per tutta la vita. Ci serve per
ricordare, ragionare, apprezzare situazioni, immagazzinare
esperienza e per coordinare le informazioni in arrivo dai cinque
sensi tradizionali. In poche parole il cervello è la macchina
che formula i pensieri e fa' molte altre cose, ma non ha le
possibilità proprie della Mente.
La Mente, nel senso in cui la intendo io, include quelle
funzioni che oggi vengono attribuite al Superconscio, Subconscio
ed ai vari livelli di Coscienza. Si potrebbero includere anche
l'Istinto e l'Intuizione. Attualmente si conosce assai poco di
queste funzioni ed ognuno di noi ha le proprie idee nei loro
confronti.
A mio giudizio la sensibilità radiestesica va classificata
tra queste funzioni e quando ne parlo uso la parola Mente che la
comprende e, in un certo senso, la definisce. Il rabdomante
allenato ed esperto percepisce infatti la risposta alla sua
domanda già nella Mente. Egli può giungere alla risposta usando
la sola Mente, ma ciò non è facile e si possono commettere
errori con facilità. Così, per rendere migliore la comprensione
della risposta mentale in modo semplice e tangibile vengono
utilizzati dei semplici strumenti.
Questi strumenti, qualunque cosa essi siano, le mani, la
bacchetta di nocciolo, pendolini, ecc., vengono attivati dai
muscoli secondo le istruzioni della Mente e si muovono in
concordanza col codice che il rabdomante ha prestabilito. Questo
è il motivo per cui esiste un numero infinito di variazioni tra
gli strumenti e nel loro modo di agire.
Un volta si pensava che il rabdomante captasse le emanazioni
delle sostanze che stava cercando (acqua, minerali, ecc.), ma con
il diffondersi dell'uso della rabdomanzia a distanza (fatta su
mappe o disegni del luogo), si è compreso che questa non era una
valida spiegazione. Con la rabdomanzia a distanza è infatti
possibile fare delle ricerche stando nella propria abitazione e
la distanza o la profondità a cui si trova la sostanza non
sembrano fare alcuna differenza. Sono certo che è una
possibilità della Mente, ma non conosco come funziona.
Solitamente io suddivido una ricerca in tre fasi distinte:
- La ricerca vera e propria fatto in casa su mappe o
disegni o attraverso il sistema di domande e risposte; questo
lavoro viene fatto con un pendolo.
- Verifica della ricerca
precedente fatta sul terreno utilizzando una bacchetta da
rabdomante.
- Ricerca di tutte le prove possibili per verificare
l'accuratezza dei dati raccolti. Questa è la parte più importante perché nessuna ricerca
può essere considerata valida fintanto a che la terza fase non ha comprovato la sua
accuratezza.
Normalmente, quando mi accingo ad iniziare una ricerca, cerco
di ottenere tutte le informazioni disponibili e le valuto con
attenzione. Questo è ciò che definisco la Stima del Cervello e
prima di iniziare qualsiasi ricerca faccio in modo che questa
stima sia stata completata.
Subito dopo formulo le domande finalizzate alla ricerca e ne
trovo la risposta mediante la Rabdomanzia. Quando vengono poste
le domande, che devono essere semplici e chiare, è essenziale
"spegnere" il cervello ed i suoi pensieri e permettere
alla Mente di essere libera nelle sue funzioni per poter dare una
risposta che non sia influenzata da pregiudizi e preconcetti.
Questo è un aspetto importante e l'uso della sensibilità
naturale ha bisogno di essere debitamente addestrata.
La capacità di fare il vuoto mentale richiede pratica e
allenamento ed è importante per evitare che il risultato della
ricerca sia falsato dalle idee contenute nella memoria che
potrebbero far credere vera una cosa solo perché lo si desidera
intensamente. Io penso che questa sia la più grande fonte dei
fallimenti dei rabdomanti. Credo anche che la suddivisione della
ricerca nelle tre fasi descritte più sopra sia il solo modo per
aggirare il problema, specialmente per i rabdomanti alle prime
armi. Una volta che essi avranno imparato a gestire questa
procedura dovrebbero essere sulla strada buona.
Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue
ricerche usa la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.
I Cinesi usavano già l'arte della rabdomanzia circa duemila
anni prima della nostra Era, ed erano divenuti cercatori molto
esperti di nella ricerca di acqua, minerali, ecc. Per effettuare
le ricerche utilizzavano una bacchetta che differiva da quella
classica perché era biforcuta ed ogni estremità veniva
sostenuta da un diverso operatore.
Si dice che un Imperatore cinese, appartenente alla dinastia
Hia, sia stato uno dei più grandi cercatori di acqua
dell'antichità. Un'incisione su legno, datata 147 b.C., lo
rappresenta con in mano un oggetto la cui forma richiama quella
di un diapason. Uno scritto spiega, senza possibilità di
malintesi, che tale attrezzo veniva usato come strumento
rabdomantico.
In Egitto, le ricerche effettuate nelle tombe della Valle dei
Re, hanno permesso di scoprire alcune bacchette ed anche un certo
numero di strumenti stranamente simile ai pendolini usati dai
radiestesisti. A cosa servivano? Sembra che fossero usati dal
Faraone, i suoi sudditi ed i sacerdoti nei templi. Si trattava
certamente di una scienza magica e segreta.
Sembra anche che Mosè fosse stato un rabdomante. Egli era un
profondo conoscitore della scienza e dei segreti degli Egiziani e
questo, tra gli altri prodigi, gli ha permesso di trovare l'acqua
in pieno deserto.
Si racconta anche che quando Romolo fondò Roma, un ragazzo
sensibile, probabilmente un rabdomante, sali insieme a lui in
cima al colle e, bacchetta alla mano, decise dove si trovava
l'area con le energie più favorevoli per la costruzione della
città.
Scorrendo la storia scopriamo che quando le legioni Romane
avanzavano verso la Gallia e la Germania, i loro eserciti erano
preceduti da "portatori di bacchette," la cui missione
consisteva nel trovare l'acqua, spesso sotterranea, essenziale
per il rifornimento dei soldati. In questo modo fu scoperto anche
un certo numero di fonti termali.
Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue
ricerche usa la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.
Tutte le forme di materia emanano delle radiazioni e fu un
prete svizzero, l'Abate Mermet che, nel 1920, utilizzo per primo
il termine "radioestesia", che significa appunto
"sensibilità alle radiazioni". Già in quel tempo egli
stava usando la Radiestesia per effettuare delle diagnosi
mediche.
La Rabdomanzia è una delle scienze più antiche. Rappresenta
la reazione di un essere umano alle energie o radiazioni che
esistono dentro e fuori di lui. Quando una persona si muove in un
dato luogo, tenendo in mano una bacchetta rabdomantica, per
ricercare acqua, oro o argento, un sottomarino come abbiamo fatto
nell'ultima guerra, oppure usa un pendolino per scegliere un
medicinale, le reazioni della bacchetta o del pendolo sono
tangibili fisicamente.
La parola "Radiestesia" significa "sensibilità
alle radiazioni." Questa sensibilità è stata conosciuta
per secoli per la ricerca dell'acqua sotterranea. Solo
recentemente questa parola è apparsa nella lingua inglese; essa
è meglio conosciuta in Francia e negli altri paesi europei con
il suo equivalente francese Radiesthésie.
L'idea fondamentale alla base sia della Rabdomanzia che della Radiestesia
è la possibilità di eseguire delle ricerche le cui risposte dipendono dalla
sensibilità degli esseri umani. Questa sensibilità viene
esercitata in presenza di acqua sotterrranea, metalli o
radiazioni che provengono da qualsiasi oggetto o persona. La
vecchia parola inglese "Dowsing" (Rabdomanzia) è stata
impiegata nel passato per indicare la ricerca di acqua ed altri
oggetti.
Vi sono stati dei radiestesisti che hanno avuto successo nel
cercare oggetti smarriti o persone utilizzando per la loro
ricerca un "testimone" (dalla parola francese tèmoin)
dell'oggetto o della persona mancante. Talvolta dei radiestesisti
abbiano aiutato la polizia nel seguire le tracce di assassini o
persone scomparse.
Lo strumento usato dai rabdomanti è una bacchetta di nocciolo sagomato a
forma di Y, oppure da due ossi di balena legati insieme ad un'estremità.
Nel passato il loro lavoro consisteva soprattutto nella ricerca dell'acqua
nelle regioni aride e tale ricerca veniva effettuata nei luoghi prestabiliti.
È solo recentemente che la sensibilità umana è stata impiegata per
qualsiasi tipo di indagine, anche delicate, in quel grande
laboratorio costituito dalla natura. Ricerche di questo tipo sono
ampiamente praticate in Francia e sono state seguite con grande
interesse anche in Belgio, Italia e in altri paesi europei.
Attualmente esistono, in Europa e negli Stati Uniti, un certo
numero di pubblicazioni ed anche Società che si adoperano per
diffondere l'interesse nella Radiestesia. Paracelso pensava che
il medico era colui che curava miracolosamente oppure usando le
forze della terra mediate dalla sua conoscenza ed esperienza. La
Radiestesia si colloca sulla linea di demarcazione tra questi due
modi di operare.
Io penso che la Radiestesia sia, come la medicina, una scienza e
una filosofia. Se qualcuno volesse ridurla ad una scienza ed interpretarla
come tale, allora dovrebbe inventare una nuova scienza. Se non si vuole ridurla
fino a questo punto bisogna comunque accettare che gli esseri
umani hanno delle possibilità che potremmo definire
"miracolose" e possono funzionare anche su livelli
fisico-eterici assai sottili.
Con "Radiestesia medica" si indica la
possibilità di fare un'accurata valutazione delle condizioni di
salute e dell'ambiente in cui vive una data persona. Un
radiestesista competente può localizzare le zone ammalate in un
organismo ed anche le aree con energie insalubri o stress
elettromagnetico (alta tensione, TV, computer, telefonini,
ecc.), all'interno di un edificio.
Queste condizioni potrebbero essere la causa di alcune disfunzioni o malattie.
Il vantaggio della Radiestesia, qualora applicata alla
medicina, consiste nel fatto che diventa possibile acquisire
molte informazioni che non potrebbero essere ottenute in altro
modo; neppure con le apparecchiature più sofisticate. Si possono
perciò aggiungere utili informazioni a quelle ottenute con un
esame clinico ed aiutare moltissimo a risolvere i problemi del
paziente.
Vi sono alcune informazioni che si possono ottenere con gli
esami tradizionali, ma è bene sottolineare che un esame
radiestesico può essere eseguito in qualunque luogo tranquillo
ed in tempo brevissimo, purché sia disponibile un testimone
della persona da esaminare (campione di saliva, fotografia,
firma, ecc.).
Mentre alcuni operatori sviluppano un interesse piuttosto
ristretto nel campo delle ricerche radiestesiche, non esiste
alcuna ragione perché delle persone formate scientificamente
ritengano che l'intero argomento non meriti assolutamente la loro
attenzione. È comunque provato che la sensibilità
umana ha una tale potenzialità operativa che spesso, utilizzando
dei metodi assai semplici di verifica. si possono conseguire dei
risultati preziosi ed affidabili.
Il dott. Albert Abrams (1863-1924), era un medico
convenzionale molto qualificato, con un'ottima posizione ed un
sostanzioso capitale privato. Pertanto il Dott. Abrams poteva
condurre le sue ricerche senza contare su alcun finanziamento.
La sua scoperta fondamentale fu la constatazione che sotto
certe condizioni il sistema nervoso umano reagisce al campo di
energia esterno come quello emanato dai malati, dai tessuti di
organo malati, e così via. Questa reazione si manifesterebbe per
mezzo di un riflesso muscolare che può essere rilevato battendo
(a scopo diagnostico) la parete addominale. Abrams scoprì anche
che strofinando una bacchetta di vetro sull'addome del soggetto
si poteva circoscrivere il punto di risposta.
Abrams ha osservato che le varie malattie, ed anche le
medicine in diluizioni omeopatiche, possono essere rilevate ed
identificate con il riflesso dello stomaco, in quanto producono
delle reazioni in parti diverse dell'addome. Queste
considerazioni gli suggerirono un unico metodo diagnostico.
In seguito egli utilizzo per la sua diagnosi una persona sana
detto "soggetto" (con l'addome scoperto) collegata con
una cavo elettrico ad una piastrina posta sulla fronte del
paziente. In questo modo egli scoprì che era possibile
effettuare una diagnosi sulla persona sana in quanto essa
rispondeva perfettamente alle condizioni presenti nel paziente.
Più tardi scoprì anche che certe malattie producevano la
stessa reazione in un dato gruppo di muscoli, cosa che
pregiudicava alquanto il suo sistema diagnostico. Gli venne
allora in mente di porre, lungo il cavo con cui collegava il
paziente con la persona sana, una resistenza variabile o
potenziometro, ovvero un congegno come quello che si utilizza per
alzare il volume della radio. Scoprì in questo modo che la
regolazione del potenziometro era unica per ciascun tipo di
malattia, rendendo così possibile una diagnosi accurata di una
larga serie di condizioni.
Con altri esperimenti arrivo alla conclusione che si potevano
fare delle diagnosi accurate usando solo un campione di sangue
del paziente, ed anche lavorare a distanza ponendo il campione
del paziente vicino alla linea telefonica; tali prove furono
compiute su distanze maggiori alle 500 miglia.
Da questi elementi si deduce che:
- vi è una reazione muscolare allo stimolo di un campo di energia esterno (quella che
viene chiamata sensibilità radiestesica);
- si può utilizzare un campione dal paziente per effettuare la diagnosi in sua
assenza;
- si può definire un unico valore che rappresenta una
malattia o una altro fattore energetico; 4. vi è la possibilità
di operare a distanza.
Sembra che la dottoressa Ruth Drown (1892-1963), una
chiropratica residente a Hollywood, in gioventù abbia lavorato
nella clinica di Abrams ed in seguito abbia deciso di sviluppare
i suoi metodi.
Drown riprogettò lo strumento diagnostico del Dr. Abrams
creando un sistema compatto più flessibile in grado di fornire
una maggiore capacità diagnostica. Il campione di sangue del
paziente veniva posto in un piccolo contenitore nello strumento e
l'addome del soggetto venne sostituito con una piccola membrana
di gomma chiamato "stick pad" (il cuscinetto che
attacca). Per fare una diagnosi era sufficiente ruotare il
potenziometro mentre l'indice veniva strofinato sul cuscinetto.
Quando il valore potenziometro era tale da creare una risonanza
tra la malattia del paziente e l'operatore il dito restava
"incollato" sulla membrana del cuscinetto.
Questa nuova apparecchiatura le permise di stabilire un'ampia
serie di valori con cui il potenziometro indicava le varie
malattie, a questi valori diede il nome di "rate" che sono dei valori relativi così
come i grammi lo sono per il peso.
Con i valori raccolti ella creò un elenco che copriva la maggior parte delle strutture
del corpo umano, molti tipi di malattie, veleni, tossine ed una serie di altri fattori
che includono anche gli stati emotivi.
Drown cercò di definire il valore delle strutture e misurare
il grado di devianza dalla perfezione, per poi rettificare
qualsiasi squilibrio o carenza. In parole povere supponiamo che
la rate (il valore vibratorio da lei stabilito) per un fegato sano fosse
48,5. Il potenziometro veniva regolato su tale valore ed ogni
deviazione (in più o in meno) indicava un problema nel fegato
oppure in qualche organo in grado di influenzarlo.
Il suo metodo terapeutico principale consisteva
nell'"alimentare" la parte malata cone le giuste
modalità vibratorie, utilizzando un collegamento elettrico
oppure a distanza. L'idea di base presupponeva che le nuove
cellule sarebbero state sane e, nel tempo, avrebbero sostituito
quelle malate rinnovando l'intera struttura. In accordo con le
informazioni di cui disponeva la dottoressa Drawn affermava di
aver ottenuto molte guarigioni.
Nel suo sistema di cura ella considerava prioritario curare il
sistema endocrino e, considerando come la Radionica si sia
diffondendo come sistema terapeutico a livello energetico,
possiamo già vedere nelle sue idee l'analisi dell'anatomia
energetica umana come viene fatta dagli operatori che usano la
Radionica, almeno in Inghilterra.
Da quanto sopra sembrerebbe che, almeno virtualmente,
qualsiasi cosa possa essere rappresentata con il numero che
rappresenta le sua modalità vibratorie (Radionic Rate),
comprendendo, ovviamente, anche i rimedi omeopatici. In teoria
dovrebbe essere anche possibile trovare le Radionc Rate per
rimedi non ancora esistenti oppure basati su sostanze pericolose,
ad esempio i materiali radioattivi.
Ebbene cosa fa un operatore di Radionica? Per prima cosa egli
usa la sua mente, ma lo fa in modo piuttosto speciale. Egli non
la usa per analizzare il problema che vorrebbe risolvere
cercandone la soluzione: incorpora, invece, nella situazione le
sue facoltà mentali come se ne fossero un fattore costituente.
Consapevole della distinzione tra la mente conscia e subconscia,
egli usa quest'ultima come uno strumento di quella cosciente.
Mentre utilizza la mente subconscia allo scopo di ricercare
informazioni, egli usa quella cosciente per valutarle e decidere
logicamente e razionalmente come utilizzarle. Può anche
rivolgersi nuovamente alla mente subconscia per trovare il modo
migliore di amministrare il trattamento trovato.
Per meglio utilizzare le sue facoltà mentali egli le rende
tangibili con apposite apparecchiature disegnate per ottenere i
vari scopi desiderati, che possono essere alquanto differenti tra
loro. Pertanto, per formulare una diagnosi medica verrà usato un
pendolino o altre apparecchiature di rilevazione, in modo da
rendere evidenti le risposte che la mente subconcia fornisce alle
domande fatte da quella cosciente
Per effetturare il trattamento, l'operatore crea un campo di
energia specificamente designato per sopperire alle necessità
del paziente in quel preciso momento. Questo campo può essere
realizzato tramite un convenzionale strumento radionico (una
scatola con un certo numero di potenziometri) oppure per mezzo di
disegni geometrici (diagrammi), generalmente su cartoncino. In
entrambi i casi si ottiene il medesimo effetto in quanto lo scopo
da raggiungere è quello di creare un campo di forze sottili in
grado di rettificare le distorsioni rilevate nel campo energetico
del paziente.
Questo processo può essere illustrato facendo riferimento ad
un esperimento che si può fare ponendo della limatura di ferro
su un foglio di carta. Se, dopo aver posto la limatura in un
certo modo, si pone una calamita sotto la carta, si vedrà che la
limatura assume una configurazione ben determinata. Si potrà
anche notare come tale configurazione venga alquanto disturbata
muovendo il magnete e ritorni alla configurazione primitiva
quando il magnete viene posto nella sua posizione iniziale.
- 1. A scatter in dowsing, una conferenza del Major-General J. Scott Elliot, C.B., C.B.E, D.S.O).
Pubblicata sul Journal of British Society of Dowsers. Vol. XXV No.171, March 1976, p. 50.
- 2. Brani tratti da: An Introduction to Medical Radiesthesia and Radionic,
by Vernon D. Wethered, B.sc. The C.W. Daniel Company Limited, London, 1974.
- 3. Ibid.
- 4. Brani tratti da: Reflections on the Ether and some Notes on the Convergence between
Homoeopathy and Radionics, by Nick Franks BA, MRadA.
http://www.radionic.co.uk/Franks%20A4.1.htm
- 5. Ibid.
- 6. Radionic Quarterly Vol. 21, No. 4, Sept 1975.