DOBBIAMO SOSTITUIRE I PENSIERI NEGATIVI
Sommario
È molto probabile che in futuro tutte quelle tecniche che aiutano le persone a
liberarsi dal risentimento, a dare espressione ai sentimenti negativi, e a perdonare
i torti passati (non importa se reali o immaginari) diventeranno una parte importante
della medicina preventiva.
Quando smetterai di voler riempire la tua coppa
di felicità, e inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia,
che la tua sarà sempre piena (Paramansa Yogananda).
Per star bene è molto importante sostituire i pensieri negativi con quelli
positivi. Dice un vecchio adagio "cuor contento il ciel l'aiuta". È
inutile arrabbiarsi se si rompe qualcosa: ormai è rotto e
conviene mettersi il cuore in pace. Dovremmo anche imparare a non
giudicare i nostri simili, non importa il loro modo di vedere le
cose o il colore della pelle. Al limite possiamo evitare di
frequentarli, comunque dovremmo sempre salutarli e mantenere un
buon rapporto con loro.
Quando un problema ci affligge, dovremmo recitare la seguente
preghiera: "Signore, se questo problema ha una soluzione
dammi la forza di usarla subito, se non ce l'ha, dammi la
capacità di dimenticarlo. Sopra tutto, aiutami a capire se il
problema fa parte della prima o della seconda categoria".
Suggeriamo anche di tornare indietro nel tempo e considerare
tutte le volte che abbiamo avuto un grosso problema, che poi si
è superato e ora non esiste più. È anche benefico tener
presente che "dietro l'ombra più nera si cela la luce più
fulgida", i problemi, infatti, portano la possibilità di
crescere o imparare qualcosa.
Il senso di colpa, è un piccolo strumento di precisione si può usare quando non si
vuole assumere le responsabilità della propria vita. Usatelo ed
eviterete ogni rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere
(Wayne W. Dyer).
Si ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel
passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi davanti e nessuno
dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare
il presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che,
dal momento in cui si rendono conto di aver commesso un errore,
si lamentano per giorni e settimane. Rimangono paralizzate, non
vogliono più agire. Se credono che così faranno impietosire il
Signore, si sbagliano. Bisogna smetterla con questo
atteggiamento.
Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare,
perché Dio ama i lavoratori. Quando si lavora ci si sporca, ma
non è grave, poi ci si lava. L'essenziale è lavorare, fare dei
progressi. Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri
errori, le vostre cadute, non interrompete mai il lavoro.
Continuate, finché l'amore e la luce cominceranno a regnare in
Voi.
I vari stimoli che raggiungono la nostra mente, ricordi compresi, producono tutto il
complesso di "vibrazioni" di cui fanno parte anche le emozioni.
Gli antichi testi tibetani citano quattro passioni, chiamate "veleni"
in grado di produrre stimoli ed emozioni con effetti nocivi sul nostro io.
Esse sono:
- odio,
- orgoglio,
- gelosia,
- l'avidità.
Ad esse i testi aggiungono la stupidità, capace di accecare l'individuo, e noi
riteniamo opportuno aggiungere l'ira, la lussuria e la cupidigia.
Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si prova odio o rancore. Esse, se
non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in
mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto
guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed
agitazione (Mario Rizzi).
L'odio è una passione veramente distruttiva che trova la sua
origine in vari fattori, tra cui:
- impedimento a realizzare un desiderio,
- paura (di non essere amati, compresi, valutati, ecc.),
- umiliazione (reale o apparente), 4. frustrazione.
L'odio può manifestarsi verso una o più persone come un
impulso che dura pochi secondi, oppure può consolidarsi come
atteggiamento permanente nei confronti di un determinato
individuo o di tutta la società. Esiste l'odio verso gli altri e
perfino verso se stessi, è la fonte di aggressività, feroce
gelosia, suicidi, omicidi, è come una piastra di acciaio contro
la quale si infrangono gli slanci più nobili.
Un impulso di odio, talvolta, è comprensibile, ma diventa
patologico se si prolunga nel tempo. I deboli cercano di
eliminare la loro sofferenza, come è naturale, cercano di
distruggere la causa di tale sofferenza e, quando esasperati,
potranno nutrire odio contro altre persone, contro lo Stato,
contro una religione, o contro se stessi. Per es.: quale bambino
umiliato o terrorizzato non ha sentito un impulso di odio contro
chi lo faceva soffrire?
Vi sono anche delle emozioni meno violente, che comunque
racchiudono in sé il seme dell'odio, tra esse citiamo:
avversione, antipatia, qualche volta anche l'opposizione,
l'aggressione che è sempre una conseguenza dell'odio,
l'intolleranza che porta fatalmente all'odio, e tutte le altre
emozioni meno facilmente distinguibili che sono all'opposto
dell'amore. Certamente l'odio è il primo sentimento che si deve
cambiare, perché impoverisce le nostre energie vitali e ci
impedisce di coltivare emozioni positive e di ampliare i nostri
orizzonti mentali.
Accade spesso che alcune mogli pervengano ad esaurimenti
mentali a causa del continuo alternarsi dei loro sentimenti di
odio e di amore nei confronti del coniuge, infatti il conflitto
di questi due opposti sentimenti produce un'enorme tensione
nervosa. Lo stesso accade anche a certi bambini nei loro rapporti
coi genitori e questo spiega il loro comportamento imprevedibile
e irrazionale. Alcune volte l'odio per la matrigna o il patrigno
è talmente intenso, che distrugge psichicamente chi lo nutre. È
evidente, quindi, che l'odio è un sentimento da respingere,
perché nuoce soprattutto a noi stessi.
È molto meglio vivere bene e avere torto.... Che non vivere male e aver ragione!
(Louis Hay).
Molte persone non ammettono di provare sentimenti di odio.
Esse affermano: "Io non porto alcun odio dentro di me, verso
nessuno, davvero!". Probabilmente non provano un odio
costante ed intenso per qualcuno o qualcosa, ma ciò non esclude
che non sentano occasionali sentimenti di odio verso chi è causa
di una loro paura, di un'umiliazione o una frustrazione. Nella
vita di un bambino questo è un fenomeno molto frequente.
Cominciate perciò a distinguere le sensazioni di odio quando
si presentano. Dite a voi stessi: "Ecco, questo pensiero è
stato provocato dall'odio, mi nuoce, non continuerò a nutrire e
ad accrescere quest'emozione. Preferisco pensare o fare una cosa
migliore". Dovete rendervi conto che l'odio è una creatura
della vostra mente: una reazione sbagliata provocata da una
paura, umiliazione o frustrazione.
Spesso l'odio è praticamente dovuto all'incapacità della
mente di reagire consapevolmente dinanzi ad un determinato
pensiero, una determinata azione o una determinata parola di
altri. Quando vi è possibile cercate di scaricare l'energia
provocata da questa emozione con un movimento fisico: facendo
alcuni passi, muovendo energicamente le braccia come se doveste
scagliare lontano qualcosa, lanciando un fischio o pronunciando
un'esclamazione a voce alta. Se ne avete la possibilità pigliate
a calci una palla. Qualsiasi movimento fisico più o meno violento scarica
l'energia accumulatasi in seguito alle vibrazioni dei nervi.
Naturalmente non intendiamo trasformarvi in individui incapaci di
controllarsi che non sanno nascondere le proprie emozioni,
tuttavia, quando è possibile, è sempre meglio scaricare
l'eccesso di energia piuttosto che reprimerlo.
Dopo alcune settimane di questo esercizio, messo in pratica
ogni volta che se ne presenta l'occasione, le sensazioni di odio
diminuiranno progressivamente, manifestandosi ad intervalli
sempre più lunghi sino ad attenuarsi quasi completamente.
Successivamente bisognerà andare alla caccia delle sensazioni di
odio più blande, celate tra le antipatie e le avversioni di ogni
genere.
- Rendersi conto e ammettere con se stessi di provare una sensazione di odio,
- Riconoscere che ciò è nocivo, sotto ogni aspetto, alla propria salute e impedisce di reagire
correttamente,
- Scaricare l'eccesso di energie,
- Evitare di approfondire questo sentimento con tutti quei pensieri che potrebbero
accrescerlo.
Come ho già detto prima si possono anche eseguire degli esercizi fisici per liberarsi
da questo sentimento negativo: prendere a calci un pallone, fare alcuni movimenti di boxe,
chi possiede un pianoforte e sa suonarlo potrebbe accennare una sonata vivace, e via
dicendo.
Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed
alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può
evitare di essere attratto.
È provato che attriti, odi e rancori, fanno consumare molta
energia vitale. Dopo aver perdonato, infatti, avremo in noi
maggiori energie in grado di favorire l'eventuale guarigione e lo
stato di buona salute. Il perdono fa' diventare forti i deboli;
trasforma i codardi in coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e
fa' degli scontenti delle persone felici. Ricordate che il
perdono può eliminare ciò che si era messo come ostacolo tra
voi ed il vostro benessere.
Oltre a perdonare gli altri dobbiamo anche imparare a
perdonare noi stessi. L'autocondanna ci priva della salute e ci
può causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli
finanziari. Charles Fillmore, fondatore del movimento spirituale:
"Unity" propone questa formula di perdono dicendo che
questo è un trattamento mentale garantito per curare ogni tipo
di malattia:
- Ogni sera, prima del sonno, siediti per circa 30 minuti e
chiedi perdono, mentalmente, a tutti quelli verso cui hai avuto
un atteggiamento negativo o antipatia. Se hai dei pregiudizi
contro un animale, o ne temi la presenza, chiedi perdono pure a
lui e mandagli il tuo amore.
- Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto
pettegolezzi; ritira le tue parole chiedendo (mentalmente) perdono alle persone offese.
- Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti
(o amici) fai tutto ciò che ti è possibile per sistemare le
cose.
- Cerca di vedere tutte le persone come dei figli di Dio
che stanno facendo delle penose esperienze nella vita terrena.
Offri loro la tua incondizionata comprensione ed i più intensi
pensieri d'amore.
- Non coricarti mai con la sensazione che vi
siano nel mondo persone, animali, cose o situazioni, con cui non hai un buon rapporto.
Una formula per un perdono completo dovrebbe sempre
comprendere il perdono che diamo all'altro per il male che ci ha
fatto, e la richiesta di essere perdonati per il male che
eventualmente noi abbiamo fatto a lui. Nessuno è santo e noi
abbiamo sempre una parte di colpa, magari per qualcosa che
abbiamo fatto in ua vita passata. Pertanto:
Chiama mentalmente la persona da perdonare, quindi, dille a
bassa voce, con cuore aperto e animo sincero:
Io ti perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che mi hai fatto,
volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle
passate, ed affermo che il Signore, utilizzando questo mio
perdono, ti perdona e ti lascia libero.
Ora ti chiedo perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che posso averti
fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in
quelle passate, ed affermo che il Signore mi perdona e mi lascia
libero.
Io affermo che tu sei libero e io sono libero, che il Signore ci benedica
entrambi, e ci doni saggezza, pace e serenità. Amen.
Louis Hay, ammalata di cancro in fase terminale, è guarita
quando ha iniziato a perdonare in cuor suo tutti coloro con cui
aveva avuto un cattivo rapporto. In seguito ha scritto diversi
libri di cui il primo (Guarisci il tuo corpo) che è posto in
vendita con una cassetta con esercizi di visualizzazione che
aiutano il processo di perdono e guarigione.
Ricordate che la vostra serenità e la vostra felicità
non sono di grande importanza soltanto per voi, ma anche per gli altri.
Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche
emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene
registrato nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il
presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché
attirerà a voi quelle circostanze che corrispondono al
sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo
ricreano. E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i
vostri giorni futuri, perché; le parole sono solo suoni che
esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta,
sono nati dal pensiero. Pensate che le cose vi accadano
semplicemente per caso?
Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno
è una "vittima" della volontà o dei piani altrui. Voi
avete pensato e sentito in precedenza tutto ciò che accade ora
nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul "come
sarebbe? se...", o temendo qualcosa, o accettando come
verità ciò che qualcun altro vi ha detto. Tutto ciò che
accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle
emozioni. Tutto!
Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete
permesso di diventare vostro sentimento, tutte le parole che
avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di accadere.
Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore
mai, che mai può essere distrutto e che voi avete usato per
creare ogni momento della vostra vita; è l'anello che vi collega
con la Mente di Dio.
E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che:
È molto meglio vivere bene e avere torto, piuttosto che vivere male e aver ragione
(Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).
- 1. Omraam Mikhael Aivanhov, La chiave essenziale.
Edizioni Prosveta, F.B.U. Moiano (PG).
- 2. Pierre Daco, Che cos'è la psicologia,
Enciclopedie pratiche Sansoni.
- 3. Brani da: Yama Yoga, pp. 33-34.Autore C.E.S. Rai.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
- 4. C.E.S. Rai, Yama Yoga, pp. 34-35.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
- 5. C.E.S. Rai, Yama Yoga, pp. 34-35.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
- 6. C. Ponder, The laws of healing (Le leggi della guarigione).
- 7. Hay, Louise L., Guarisci il tuo corpo.
Armenia Editore, Roma.
- 8. Ramtha, Dio in te, la divinità dimenticata.
Macro Edizioni, Cesena (FO).